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Alliance française Bologne

5/5 - ERROR DAY - Giornata mondiale dell’errore

Domenica 5 maggio 2019, ore 18
La lezione
Lettura non drammatica del dramma comico di Eugène Ionesco.
In collaborazione con Alliance Française.
Oratorio San Filippo Neri
Bologna, via Manzoni 2

È giunta alla 6° edizione, ErrorDay, la Giornata mondiale dell’Errore, che quest’anno ha come tema: Educazione ed Errore.
L’appuntamento ideato, diretto e realizzato da Clelia Sedda consiste in uno spettacolo comico, ma molto serio. Brillanti professori, comici eruditi a ritmo quasi cinematografico, riflettono sul concetto di errore nell’educazione.
Non è un inno all’errore, ma solo a quegli sbagli che ci fanno scoprire nuovi mondi. Partendo dall’analisi dei più naturali e istintivi comportamenti di studenti e insegnanti di fronte a un abbaglio, si arriva a ribaltare il senso di ciò che appare a uno sguardo poco attento: così, alla fine, ciò che risulta errore, in realtà è una componente essenziale della vita e della ricerca che, per conoscere il mondo, ne ha bisogno. “Hasta la svista! Perché l’errore ci dice chiaramente quale strada non
percorrere”. Si scherzerà quindi seriamente anche con l’entomologo Gianumberto Accinelli, con le parafrasi di Alberto Piancastelli sofisticato e irriverente autore di illustrazioni e designer, con Sotto gli occhi di tutti di Annagiulia Gramenzi del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università di Bologna che mostrerà come un sapere fondato unicamente sull’autorità dei testi classici, e non
sull’osservazione, abbia costretto e limitato la percezione dell’evidenza e la conoscenza del corpo umano, e con le musiche originali eseguite dal vivo da Roberta Giallo, passando per altri luminari, ma soprattutto luminosi, ospiti d’errore.

Il 5 maggio vedremo (e ascolteremo) la La Lezione, dramma comico di Eugène Ionesco uno dei più grandi autori del teatro dell’assurdo
Un ritornello: teatro dell’assurdo, teatro dell’assurdo... “Assurdo”: cosa è assurdo? Cosa altro mai sarebbe un vivente ballonzolante su due zampe o svolazzante con un paio di ali se non un assurdo accettato come dato di fatto? Tutto è “assurdo” e, nel caso specifico di La lezione, lo è il volersi occupare dell’istruzione e del crimine che commette il docente ogni giorno sui suoi discenti nati tutti diversi uno dall’altro, con l’intento di modificarli, di educarli, di renderli con questo simili l’uno all’altro per salvare la società dalla confusionaria, pericolosa varietà. Per poi, avvelenarli con
l’uniformità, la piattezza, la semplificazione unificante. Se si moltiplicano questi «omicidi» per il numero dei docenti operanti nel mondo, si comprenderà quale smisurato sterminio si commetta ogni giorno.

  • Il professore: Massimo Privitera
  • L’allieva: Clelia Sedda
  • La governante: Alessandra Giura Longo

In collaborazione con Alliance Française di Bologna.

Tutto è nato così…
Clelia Sedda, artista e insegnante, ha chiesto ai suoi studenti: “Qual è il tuo più grande errore?”.
“Sono troppo buona...”. Siamo sempre molto bravi a vedere gli errori degli altri, a mostrare la nostra ragione. Ma riconoscere i propri sbagli è troppo difficile, come se il crollo delle nostre convinzioni e degli abbagli presi siano eventi bizzarri, l’eccezione che conferma la regola, casi rari o aberrazioni inspiegabili che ci fanno sentire profondamente idioti, avviliti, imbarazzati, ignoranti, indolenti, disattenti, distratti, timidi o sbruffoni, pieni di pregiudizi, razzisti, aggressivi e prevaricatori. Pur riconoscendo la fallacia dei nostri sensi, la complessità del mondo e i pregiudizi agiamo talvolta come Wile E. Coyote impegnato nell’inseguimento di Beep Beep: quando crede di
averlo finalmente tra le mani, ha superato il burrone ma non ha ancora guardato in basso. Siamo allo stesso modo già nei guai quando pensiamo di essere ancora su un terreno solido. E quale sarà la sensazione che proviamo nell’atto di sbagliare? Quella di trovarsi nel giusto. Consoliamoci allora con Agostino che ne La città di Dio scriveva “Si enim fallor, sum” a indicare che sbagliare è costitutivo del nostro essere, di quello che in qualche modo siamo.
E allora cosa e come possiamo insegnare, istruire ed educare se neppure ricordiamo o sorvoliamo sulla differenza tra queste azioni? E se ci rivolgiamo a chi talvolta cerca solo conferme, gratificazioni per un piccolo sforzo, dove spesso chi è incapace e incompetente non si accorge delle proprie incapacità e lacune e, anzi, ha una sovrastima delle proprie possibilità mentre chi sa, e sa di non sapere, si sottostima lasciando spazio e voce ai cialtroni?
Sarà utile allora riflettere sui banchi di scuola, che una volta ergonomicamente obliqui ridiventano piatti, sull’abbandono dei grembiuli, sull’accettazione del telefonino in classe, sulle diagnosi di fobia scolastica nelle scuole superiori (l’obbligo scolastico, in Italia, termina all’incirca a 16 anni), sulla persistenza dei decreti delegati e su tanti altri problemini?

Cosa è l’errore

L’errore è parte della nostra condizione umana, non un limite momentaneo superabile una volta per tutte, ma un ineludibile risvolto dell’esistenza. Il vagare, che ci vede impegnati per tutta la vita nel compito di diventare uomini ci mostra l’errore insito in questa ricerca, che non ha mai nulla di garantito in via definitiva e ci segna come esseri vulnerabili e fallibili. Più cerchiamo di cacciarlo e rimuoverlo, più questo ci insegue; meno lo riconosciamo, più cresce rubicondo per ritornare in
forma imprevista. E noi vogliamo celebrarlo quando funziona da scarto creativo e diventa l’eccezione inaspettata che chiarisce la regola, aprendo nuove possibilità.

Cosa è l’ErrorDay, la Giornata Mondiale dell’Errore

Clelia Sedda, poliedrica, raffinata, brillante artista, nel suo essere inquieta e profonda osservatrice della realtà, ha ideato e istituito la Giornata Mondiale dell’Errore. Così, dal 2014 a Bologna alcune giornate sono dedicate ad abbagli, sbagli, disguidi, equivoci, omissioni, falli, fallimenti, inesattezze, difetti, malintesi, sviste, lacune, strafalcioni, cantonate, insuccessi e cadute (di gusto e di ginocchia):
ecco il comune denominatore dell’umanità... l’errore!
È lui, l’elemento universale nella storia e nella geografia.
Spesso funziona da scarto creativo e diventa l’eccezione inaspettata che chiarisce la regola, aprendo nuove possibilità. È tragico, ma in alcuni casi molto divertente.
E lo si vuole celebrare in termini di crescita personale e conoscenza collettiva.
Parole, musica, arti visive, visite guidate, filosofia, ironia, riflessioni, inflessioni, flessioni: si errerà in tutti i modi, coinvolgendo gli errabondi di buona volontà che aspirano alla perfezione ispirandosi all’imperfezione.
Entrate e sbagliatevi tutti! Tuffiamoci nell’errore in questa giornata speciale, per trasformarla in quella più fortunata dell’anno.

Maggiori informazioni:

www.errorday.it
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