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Alliance française Bologne

Le mépris / Il disprezzo - di Jean-Luc Godard

“Il disprezzo è un film perfetto:
classico, moderno, realista e romantico”
(Jean Douchet)

IL DISPREZZO
(Le Mépris, Francia-Italia/1963)

Regia Jean-Luc Godard
Soggetto dal romanzo Il disprezzo di Alberto Moravia
Sceneggiatura Jean-Luc Godard
Interpreti Brigitte Bardot (Camille), Michel Piccoli (Paul), Jack Palance (Jeremy), Georgia Moll (Francesca), Fritz Lang (se stesso), Jean-Luc Godard (assistente alla regia), Raoul Coutard (operatore), Linda Véras (sirena).
Biglietto ridotto soci e studenti dell’Alliance 5,50 € anziché 7€
Dove Cinema Lumière, Via Azzo Gardino, 65, 40122 Bologna
info Cineteca di Bologna

Per la prima volta in sala, «Il disprezzo» in edizione director’s cut. Ovvero, tutt’altro film rispetto alla famigerata versione italiana o ‘versione Ponti’, scivolata senza scrupoli dagli schermi anni Sessanta ai successivi passaggi televisivi.
Storia paradossale, quella del Disprezzo, dove il presunto conflitto tra arte e industria varca le soglie del ridicolo. All’inizio c’è il produttore Carlo Ponti che tenta il colpo grosso, mettere insieme la ragazza più hot del momento, Brigitte Bardot, e il genio scontroso della nouvelle vague, Jean-Luc Godard, sullo sfondo abbagliante e ultraglamour di Capri. Godard prende le distanze:
“Il romanzo di Moravia è un grazioso e volgare romanzo da leggersi in treno”, ma sa in che direzione vuole andare: “Il soggetto sono persone che si guardano e si giudicano, per essere a loro volta guardate e giudicate dal cinema, rappresentato da Fritz Lang”.
Crisi d’una coppia (un regista e sua moglie) che si dissolve tra baci, schiaffi, ipocrisie e rancori, e insieme storia d’un film da farsi (un adattamento dell’Odissea) che naviga a vista tra purezza dell’intenzione artistica e ciniche ragioni del mercato. Quell’Odissea alla fine si farà, mentre l’odissea del Disprezzo è appena cominciata. Pur davanti a uno dei film più lisci e narrativi della nouvelle vague, il produttore s’inquieta, rimonta, taglia venti minuti, appiattisce sull’italiano la babele dei dialoghi (nell’originale ciascuno parla la sua lingua), sostituisce la musica per archi di Georges Delerue con il jazz di Piero Piccioni, elimina di netto il finale e fa cadere sul pavimento della sala di montaggio il nudo della Bardot che lui stesso aveva richiesto. Naturalmente Godard disconobbe quel film.
Questo film, invece, è una riflessione sul cinema e sull’amore asprigna e ironica, illuminata e luminosa, e “tutta incentrata sul rapporto classicità-modernità”
(Alberto Farassino).

Un film che non assomiglia a nessun altro di questo periodo del suo cinema, il suo film più rotondo, più oggettuale, quello che più assomiglia ad una maestosa scultura colorata che si sosterrebbe tutta sola nell’aria, in perfetto equilibrio nella pura luce mediterranea.
(Alain Bergala)

- In occasione dell’uscita de «Il Disprezzo», viene inoltre proposta una retrospettiva sul cinema del 1963, con titoli davvero interessanti:

mercoledì 15 febbraio, ore 20 - Fuoco Fatuo, di Luis Malle v.o.sott.
biglietto ridotto soci e studenti dell’Alliance - 4,50 €

- Inoltre sabato 11 febbraio alle ore 16 verrà proiettata la versione italiana de «Il Disprezzo», che nel ’63 uscì più breve di quasi 20 minuti e con una colonna sonora diversa.

Ingresso per le due versioni (originale francese e italiana) biglietto unico 9 €
Biglietto Ridotto per studenti UNIBO, Euro 7,00